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Regia
di M. Amerio TRAMA:
In una comunità piemontese, quale questo paese, che sorge
all’apice di una collina, in un Monferrato che sfiora la Langa, maestosa
sfoggia i suoi vigneti e le sue case, come una sposa, nel suo giorno più
bello mostra orgogliosa il suo abito ed i suoi monili più solari.Le vigne
e le case sono i gioielli di Castelnuovo Calcea.Anche i suoi abitanti sono
creature che fanno da protagonisti nel mondo quotidiano di questo
bellissimo paese. Bimbo era uno di questi protagonisti, con la sua schiettezza,
rettitudine e lealtà ha contribuito a pennellare quel paesaggio degli
anni cinquanta, quando il lavoro non mancava a nessuno, il divertimento
era sano e i passatempi lasciavano bei ricordi. Questo personaggio ha trascorso la sua breve vita nella comunità
quasi da ospite in quanto la frequentava solo la domenica, durante la
settimana egli svolgeva l’attività di autotrasportatore. Qualche momento
divertente lo ha trascorso con con gli amici, quelli cari,gli amiconi non
comuni. Il barbiere del paese con i suoi pettegolezzi, una salumiera con le
domande più strane, le amicizie nel mondo dei giovani Castelnovesi fanno
da corona alla trama di quest’opera teatrale che affida anche alla forza
pubblica il compito del rispetto delle regole, un medico, alla sua prima
condotta, alle prese con il problema della già curabile tubercolosi. Candida, una donna
rovinata già all’alba della propria vita, che minata da pregiudizi e
sentenze, fanno capire quanto sia stato difficile imporre la propria
personalità già fino da allora. Il trascorrere del tempo, ha fatto si che questa donna, vissuta con
l’amore forse più sincero per il protagonista, l’abbia portata alla
deriva della moralità, lasciando però vivo in tutti noi il senso per il
quale ha vissuto. L’emigrazione che il meridione ha avuto verso il nord in quel
tempo, è dovuto all’immenso bisogno di manodopera operaia che la Fiat
ha prodotto in quegli anni, ripopolando città e campagne lasciate
vuote nel dopoguerra, ha dato frutto quasi insperato, al boom
economico che in seguito anche noi ne abbiamo beneficiato. Uno strillone aggiorna le notizie più eclatanti dei giornali
dell’epoca, a volte legge ad esempio l’eco delle canzonette di San
Remo, a volte quelle sportive, a volte quelle importanti come la scoperta
del siero ante poliomielite. Intanto, le giornate
dei protagonisti, scorrono sempre più copiose di eventi fino a che si
scoprono alcune vere vocazioni, mascherate da momenti di sana vita
quotidiana e comicità degli attori in scena. Nelle case chiuse venivano consumati attimi di amore a pagamento,
che “le abitanti e gli ospiti” vivevano serenamente complici di quel
delirio.
Il Gruppo Artistico il Dusio d’Oro, interpreta questa commedia
teatrale con molta riverenza, in quanto è storia vera, rispettando
l’autorevole autenticità dei personaggi e la loro privacy. La regia ha voluto
interpretare i molti sentimenti che si sono evoluti anche a causa del
cambiamento economico. |